domenica, 28 giugno 2009
Boh, tante volte ci si perde in discussioni su cosa sia Arte e cosa, invece, non lo sia, o se si possa operare una distinzione tra arti maggiori e minori, o cultura "alta" e "bassa" (da qui il titolo del post, che si ricollega a una mostra di un po' di tempo fa). Oggi penso che io chiamo arte quello che mi comunica un'emozione improvvisa, una seduzione della mente o dello sguardo. Oggi penso che sia arte la musica di De Andrè e di Fossati, penso che sia arte il disegno di Gipi. Questo strano fumettista l'ho scoperto pochi mesi fa, quando dapprima Sofri&Bordone a Condor, poi la Bignardi lo intervistarono in occasione dell'uscita della sua ultima graphic novel, La mia vita disegnata male. Ho trovato un personaggio strano, malinconico e caciarone, ma soprattutto con una prodigiosa capacità di disegno e di racconto.

Ogni tanto, sul suo blog Gipi mette qualche "lavoro in corso", o delle tavole su cui sta lavorando: quello che ha postato ieri, per me, è spettacolare.


giannigipi.blogspot.com/2009/06/motosega-mentale.html
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categoria:pensieri, arte, visti, gipi, giorni e persone
giovedì, 25 giugno 2009
corsera fazioApprendo dal Corriere di essere richiesto dal PresDelCons per questo incarico...ringrazio, ma sono già impegnato a Germignaga :D !
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categoria:segnalazioni, pensieri, umorismo, giorni e persone
giovedì, 25 giugno 2009
Beh, malgrado tenacemente resistente alle lusinghe del libro delle facce (aka Facebook), diciamo che il mondo del social network mi affascina...così, sbarco su twitter: www.twitter.com/marcopino
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categoria:segnalazioni
mercoledì, 24 giugno 2009
Ho rivisto poco tempo fa questa immagine di Andrès Serrano. Se non se ne conoscesse il titolo, verrebbe da dire che è una foto "tenera".



Andrès Serrano - Fatal meningitisIl suo titolo, però, non lascia spazio ad interpretazioni: Fatal meningitis, meningite fatale. Lo scatto appartiene ad una serie esposta per la prima volta nel 2006 al PAC di Milano, intitolata The morgue (L'obitorio). Si tratta di una serie di fotografie che, come spesso accade con questo artista, sono impeccabili dal punto di vista formale, soddisfano anche tutti i canoni e le regole del buon fotografare, con una ricerca di effetti pittorici, pur ritraendo soggetti quantomeno duri da digerire. E' significativa, al proposito, questa dichiarazione dell'artista:



Credo che sia necessario cercare la bellezza anche nei luoghi meno convenzionali o nei candidati meno insospettabili. Se non incontro la bellezza non sono capace di scattare alcuna fotografia”.



Nel caso in questione, Serrano immortala - strano gioco di parole...- una serie di cadaveri, identificati dalla causa di morte (per i più curiosi, dalla pagina di wikipedia a lui dedicata si può accedere ad una galleria fotografica - le immagini sono decisamente crude).





Tra tutte, però, anche nella mostra milanese, spiccava questa opera. La delicatezza del volto seminascosto della bambina, il contrasto tra il lenzuolo candido e il fondo nero, la luce che accarezza i capelli e la fronte, ne fanno un'immagine, a mio parere, indimenticabile.



Poi, man mano che l'opera si sedimenta negli occhi e nella memoria, ecco emergere un po' di suggestioni; mi viene in mente la Cecilia di Manzoni, in cui ritrovo la stessa commistione di delicatezza e lutto: Portava essa in collo una bambina di forse nov’anni, morta; ma tutta ben accomodata, co’ capelli divisi sulla fronte, con un vestito bianchissimo, come se quelle mani l’avessero adornata per una festa promessa da tanto tempo, e data per premio. Né la teneva a giacere, ma sorretta, a sedere sur un braccio, col petto appoggiato al petto, come se fosse stata viva; se non che una manina bianca a guisa di cera spenzolava da una parte, con una certa inanimata gravezza, e il capo posava sull’omero della madre, con un abbandono piú forte del sonno: della madre, ché, se anche la somiglianza de’ volti non n’avesse fatto fede, l’avrebbe detto chiaramente quello de’ due ch’esprimeva ancora un sentimento.



Ma non solo, di fronte a una foto come questa, non si può che rimanere, ancora una volta, affascinati dalla potenza dell'arte, che riesce a rendere "bello", direi quasi meno drammatico, anche un evento tragico come la scomparsa di un bambino. Mi rendo conto che il cortocircuito delle citazioni - spesso rimproveratomi - deve essere fermato, ma non posso non ricordare alcuni bellissimi versi di Cantor de Oficio, un brano che ho conosciuto attraverso la voce di Mercedes Sosa, che mi sembra ben rappresentare la estrema forza che l'arte ha:





Mi oficio de cantor es el mas lindo

Yo puedo hacer jardin de los desiertos

Y puedo revivir algo ya muerto

Con solo entonar una cancion.



Mi oficio de cantor es tan hermoso

Que puedo hacer amar a los que odian

Y puedo abrir las flores en otoño

Con solo entonar una cancion.




(Il mio mestiere di cantante è il più affascinante

Io posso fare giardini dai deserti

E posso far rivivere qualcuno già morto

Col solo intonare il mio canto



Il mio mestiere di cantante è così bello

che posso far amare quelli che si odiano

e posso far aprire i fiori in autunno

col solo intonare il mio canto)










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categoria:pensieri, arte, visti
domenica, 21 giugno 2009
Ora, non voglio assolutamente aprire qui (ma se volete nei commenti...) una discussione sull'otto per mille alla chiesa cattolica e sull'uso che viene fatto dei fondi. Personalmente posso dire che ho visto usi molto buoni, e altri discutibili, come in ogni istituzione di grandi dimensioni. Ad ogni modo: ormai non posso più vedere questi spot che passano in tv per sensibilizzare alla firma sulla dichiarazione dei redditi senza fare un'associazione automatica... :D












Ci tengo a dire che non voglio assolutamente ironizzare sulla condizione delle persone in difficoltà aiutate con questi fondi...anche la scelta del video ufficiale è caduta, per questo, su uno di quelli meno drammatici
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categoria:pensieri, visti, tv , giorni e persone
martedì, 09 giugno 2009

Germignaga: il sindaco rinnova l'impegno



  (da www.varesenotizie.it)



prato_enrico_germignagaEnrico Prato (vedi foto) e la sua squadra arginano l'onda del Popolo della Libertà. E lo fanno con numeri da pleibiscito.




 




Il primo cittadino uscente è stato riconfermato infatti sindaco di Germignaga con oltre il 62 per cento dei voti. Così agli altri due candidati sono rimaste le briciole: il 29,79% ha scelto la lista del Pdl e arbara Parietti, solo il 7,9 per il candidato della lista Idv - Rifondazione, Insieme per Germignaga, Cristian Cucina.




GRANDE SODDISFAZIONE




"E' vero, abbiamo vinto con un ampio margine - evidenzia Enrico Prato dopo l'elezione - e la mia soddisfazione è ancora maggiore se penso che ad essere premiati sono stati il nostro modo di amministrare e i risultati che così siamo riusciti a raggiungere. E gran parte del merito va al gruppo, un insieme di persone leali che anche in questa campagna elettorale hanno saputo trasmettere passione. Un entusiasmo che ora sarà al servizio di tutta la cittadinanza anche di coloro che non ci hanno affidato il loro consenso". Perché l'obiettivo è riprendere nell'immediato l'azione amministrativa.




IL SINDACO RINNOVA L'IMPEGNO




Così il sindaco è già al lavoro: "A dire il vero non ho mai smesso. E questo è un piacere: perché un successo di questa portata è andato oltre anche le mie aspettative. Ed è ovvio che da questa testimonianza d'affetto dei cittadini deriva ovviamente una nuova energia finalizzata a garantire rinnovato impegno, con lo stesso vigore per una condivisa nuova mentalità. Con l'esperienza che si unisce a questa nuova carica di energia, rivolto soprattutto - sottolinea il sindaco riconfermato a furor di popolo - a chi si trova nella difficoltà e nel dispiacere, ad operare ancora e sempre più nell' interesse di tutti i cittadini". Con il cardine dell'amministrazione che continuerà a puntare "sui servizi per la persona in ogni fascia di età, sulla tutela dei più deboli, sulla gestione virtuosa delle finanze pubbliche, il recupero dell'evasione e gli interventi per la sicurezza".




Alessio Pagani




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categoria:pensieri, giorni e persone, elezioni 2009
martedì, 09 giugno 2009
Insomma, è andata alla grande.

Come lista, abbiamo preso il 62 per cento di voti: più che doppiati, in termini di voti, gli avversari della lista del PdL, mentre la terza lista, quella composta da IdV e RC, si ferma a poco più del 7%.

Personalmente, ho ricevuto un bell'attestato di stima da un po' di germignaghesi...ora questa fiducia sarà da ripagare con tanto lavoro.

Fa picere trovare in consiglio un grande amico come Matteo, mentre dispiace per alcune esclusioni...ma spero che questi gruppo rimanga unito malgrado tutto



www3.varesenews.it/elezioni2009/germignaga/
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categoria:pensieri, giorni e persone, elezioni 2009
lunedì, 08 giugno 2009
Bene, ci siamo. ora mi dò una sistemata, e andiamo a vedere cos'hanno deciso i germignaghesi...
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categoria:pensieri, giorni e persone, elezioni 2009
lunedì, 08 giugno 2009
Dunque, cominciamo a fare qualche considerazione a partire dalle Europee.

A Germignaga, dati ufficiali del Ministero, il PdL prende un 38%, dunque almeno 3 punti sopra il dato nazionale. La Lega va al 21%, il PD si ferma attorno al 18%. Dal punto di vista delle "alleanze", ma meglio sarebbe dire delle presenze, siamo quindi più o meno in parità (nella nostra lista ci sono aderenti del Pd e un accordo con la LN).

IDV e RC, che sostengono la terza lista, sostanzialmente si allineerebbero al risultato delle scorse amministrative, totalizzando circa 150 voti, e quindi, credo rimarrebbero fuori dal consiglio.

Il punto è capire chi vincerà...se consideriamo che l'altra lista ha puntato tutto sul simbolo, potrebbe essere un buon segno.

Un dato brutto, a prescindere dal risultato, è l'affluenza, scesa al 65 per cento circa. Vuol dire che 3, 4 germignaghesi su 10 non hanno votato. Dati come questo, per me, sono sempre una sconfitta della democrazia, del senso civico inteso come partecipazione (eh sì, fase gaberiana in corso...)

Aggiornamenti nel pomeriggio.
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categoria:pensieri, giorni e persone, elezioni 2009
domenica, 07 giugno 2009
Giornata di voto. Sono andato stamattina, contento per quella che comunque andrà sarà stata una giornata, un'esperienza importante. Con il sorriso sulle labbra sono entrato al seggio...il sorriso si è trasformato in un sogghigno guardando certe presenze, ormai classiche, dei candidati della lista avversaria, sempre presenti, come a controllare (cosa poi?), o a sperare di convincere qualcuno all'ultimo momento.

Poco fa gironzolavo in rete, guardando un po' di blog che seguo abitualmente, e tra i commenti a quello di Civati ho trovato questo bel post. Sempre grande Gaber, anche quando viene attualizzato. Qualcuno era democratico. Qualcuno lo è... e oggi aspetta. E spera.



QUALCUNO ERA DEMOCRATICO (dal blog di Cristina Alicata wordwrite.wordpress.com/2009/06/05/qualcuno-era-democratico/ )

Qualcuno era democratico perché era nato a Torino.

Qualcuno era democratico perché il figlio, la sorella, il papà… la mamma no.

Qualcuno era democratico perché vedeva l’america di Obama come una promessa, la Spagna come una poesia, la democrazia come il “Paradiso Terrestre”.

Qualcuno era democratico perché si sentiva solo.


Qualcuno era democratico perché aveva avuto un’educazione troppo cattolica.

Qualcuno era democratico nonostante non avesse avuto un’educazione cattolica.


Qualcuno era democratico perché il degrado lo esigeva, la disoccupazione lo esigeva, la libertà di stampa lo esigeva, la dignità delle donne e delle minoranze anche… lo esigevano tutti.

Qualcuno era democratico perché: “La storia è dalla nostra parte!”.

Qualcuno era democratico perché glielo avevano detto.

Qualcuno era democratico perché non gli avevano detto tutto.

Qualcuno era democratico perché prima era comunista. E anche un pò adesso.

Qualcuno era democratico perché aveva capito che l’America di Obama andava piano ma lontano.

Qualcuno era democratico perché Scalfarotto era una brava persona.

Qualcuno era democratico perché Berlusconi non era una brava persona.

Qualcuno era democratico perché era ricco ma amava il popolo.

E qualcuno lo era anche perchè era povero.


Qualcuno era democratico perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.

Qualcuno era democratico perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.

Qualcuno era democratico perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.

Qualcuno era democratico perché non ne poteva più di fare l’operaio.

Qualcuno era democratico perché voleva l’aumento di stipendio.


Qualcuno era democratico perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopo domani sicuramente…

Qualcuno era democratico perché: “viva Serracchiani, Viva Civati, Viva Scalfarotto”.

Qualcuno era democratico per fare rabbia a suo figlio.

Qualcuno era democratico perché guardava sempre RAI UNO e non ne poteva più.

Qualcuno era democratico per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.

Qualcuno era democratico perché voleva uno Stato meritocratico.

Qualcuno era democratico perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.

Qualcuno era democratico perché aveva scambiato il  “ricambio generazionale ” per il “Vangelo secondo Scalfarotto”.

Qualcuno era democratico perché era convinto d’avere dietro di sé le nuove generazioni.

Qualcuno era democratico perché era più democratico degli altri.


Qualcuno era democratico perché c’era il  Partito Democratico. Qualcuno era democratico nonostante ci fosse il Partito Democratico.Qualcuno era democratico perché non c’era niente di meglio.Qualcuno era democratico perché non abbiamo un vero Partito Socialista.Qualcuno era democratico perché lo Stato peggio che da noi solo l’Uganda.Qualcuno era democratico perché non ne poteva più di cinquant’anni di governi viscidi e ruffiani. Qualcuno era democratico perché piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, Tangentopoli, Velinopoli, depenalizzazioni varie eccetera, eccetera, eccetera.Qualcuno era democratico perché chi era contro era democratico.Qualcuno era democratico perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.Qualcuno credeva di essere democratico e forse era qualcos’altro. Qualcuno era democratico perché sognava una libertà diversa da quella dell’america di Bush. Qualcuno era democratico perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.Qualcuno era democratico perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.

Qualcuno era democratico perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.

postato da: lucky1982 alle ore 15:36 | Permalink | commenti
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